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brigate gialloblù scontri

Siamo all’8 maggio 1983, a una penultima di campionato che proietterà Verona alle vertiginose altitudini della Coppa Uefa, con noi ancora incerti della salvezza. Poi le squadre entrarono in campo e la curva si trasformò in una via di Rio durante il carnevale: bandiere, trombe, tamburi e un muro di voci all’unisono. Ma non eravamo venuti per una partita di calcio? Ricominciano le trasferte oceaniche (almeno 5.000 veronesi invadono Rimini nell’82) e, purtroppo, anche gli scontri con le tifoserie avversarie. Sul programma pomeridiano invece, non mi aveva ancora detto nulla, lo fece sua madre che, mentre portava in tavola una quantità esagerata di bolliti annegati nella pearà, disse: “Allora oggi andate alla partita? Le BG, trascorsi venti anni intensissimi e frenetici, sono stati costretti a sciogliersi. Oltre a quello già citato, internazionale, con i colleghi londinesi del Chelsea, le BG stringono altre amicizie, alcune delle quali dopo essersele date di santa ragione! La tensione è accresciuta dalla vittoria per 3-1 che l’Hellas riporta sul campo. In quegli anni le Brigate decisero di abbandonare il vecchio striscione per uno nuovo (la scala a tre pioli come simbolo sormontante la data di nascita, 1971) e per la prima volta è usata la tela cerata. Log into Facebook to start sharing and connecting with your friends, family, and people you know. Non avevo tempo di avere paura ma la situazione si faceva difficile. I rapporti tra la gioventù veronese e la perfida Albione, meritano quindi qualche riga. Il Sito Web di MC - Hellas - (C) 2003 MC: La storia delle Brigate Gialloblù. Brigate Gialloblu Una volta erano i guerrieri di Verona. Il termine BRIGATE GIALLOBLU fu coniato da due ragazzi, anche loro sedicenni all'epoca. vis..l'ho detto che mi dispiace sia cos� lungo per� non mi sentivo di tagliare delle parti visto che � una storia che � durata 20 anni.. Ricordiamoci della fossa dei grifoni.. non sono di parte ma penso realista.. Secondo me anche gli Ultras Viola ( infatti le Brigate Gialloblu pare che sotto la Sud ne buscarono dagli Ultras Viola per� erano gli anni 70 cmq... ) lo sarebbero stati se non si fossero sciolti nel 1983 quindi avendo preso parte solo ai primi tre degli anni 80... � scomparsa agli inizi degli anni 90 la fossa.. Gemellaggio cn voi che si ruppe, ma gi� era abb logoro, quando in una partita di Coppa Italia nostra a Genova contro i ciclisti vi presentaste in curva doriana esponendo uno striscione molto visibile( poco prima di Italia 90). La nascita delle Brigate Gialloblù avvenne il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia I primi brigatisti provenivano per lo più dalla grande città, mentre i primi paesi della provincia veronese in cui si sviluppò il fenomeno furono Cerea, Vigasio, Valeggio, Bovolone, Nogara e la Valpolicella.. Lo stadio all’epoca era piuttosto isolato rispetto alla città, non c’erano ancora il palazzetto dello sport, i parcheggi e la tangenziale, in pratica, dietro la curva nord, c’era la campagna. Per la prima volta nella mia vita mi era reso conto di appartenere a qualcosa più grande di me, mi ero reso conto di essere veronese prima ancora che tifoso del Verona. Lucio non mi aveva detto che voleva andare alla partita e io non ne avevo proprio nessuna voglia. Verso fine stagione ( con certezza ) compare il primo striscione Brigate. Ci posizionammo in alto, un po’ defilati a sinistra rispetto al centro della curva. Non si tratta solo di risultati: è venuto il momento, fisiologico, di un cambio generazionale. il primo simbolo di Brigate è il teschio. Ci fermammo in un bar, poco distanti dallo stadio, sul viale che portava alla stazione. BRIGATE in trasferta a Napoli 1973-74 BRIGATE in trasferta a Firenze contro i Viola stagione 1983-84 Dal bar uscirono in 6-7 e da una via laterale, un gruppetto con la sciarpa gialloblu legata in vita corse subito lì. Tra l’altro non capivo cosa volesse dire “salvarsi” applicato ad una squadra di calcio. -Milan: negli anni ’80 gli viene sottratto lo striscione “Brigate Rossonere sez. Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. La nuova generazione di brigatisti è figlia di questi cambiamenti ed ogni giudizio sul decennio 1982-1991 deve essere dato in quest’ottica. Inizia una rivalità storica tra le due tifoserie, destinata a raggiungere l’apice negli anni ’80. Ho assistito a circa 300 partite al Bentegodi e ho fatto una cinquantina di trasferte, fino a quando non ho avuto una famiglia a cui badare. Non avevo proprio idea di chi fossero i genoani, e non mi passò neanche per la mente che il termine potesse avere qualcosa a che fare con la città di Genova e con il calcio. I veronesi diventano presto famosi per i cori, sia per la compattezza con cui la curva li scandisce, sia per la loro originalità tutta scaligera nel proporre i “testi”. Il Genoa si portò sul 2-0 e dalla curva opposta arrivavano sempre più fitti gli sfottò. Inevitabili gli scontri che la polizia frenò dopo diverse cariche. Le BG prendono le distanze dai “teppisti” che si infiltrano in curva sud ma i disordini continuano. E noi arrivammo al Bentegodi proprio dalla campagna, percorrendo una stradina sterrata. A partire dalla stagione 76-77 il fulcro del tifo gialloblu è in Curva Sud, con le Brigate, mentre in gradinata il seguito dei fedelissimi fedeli a una linea non violenta e filo societaria vedono assottigliarsi le … Non c’era il porto, non c’era il retroterra industriale, non c’era nemmeno uno squadrone come quello dei “reds”, ma in città e provincia nascevano come funghi gruppi musicali (bands) che si ispiravano ai Beatles, agli Who, ai Cream, ai Kinks etc. Entrammo in curva dall’entrata più defilata verso sinistra. Ci fermammo ad un bar dove un'altra decina di ragazzi, con vespette e ciao bordati di gialloblu stava muovendosi verso la stadio. Mitici, in tal senso, i due testi che seguono: Accanto ai cori storici, alcuni dei quali vengono ancora proposti dalla curva sud, i “cantanti” delle BG hanno una capacità innata di creare canzoni sul momento, basandosi su un particolare della gara, su qualche giocatore, su qualche avvenimento etc. È il caso di quelle con Sampdoria e, soprattutto, Fiorentina (le uniche di quel periodo ancora vive e vegete), ma anche con i granata del Torino e con i giallorossi della Roma i rapporti sono ottimi (con i romani l’idillio non durerà comunque molto). Un’altra particolarità del tifo veronese in chiave “sonora”, sono i cori atti a denigrare l’avversario, sia nel senso di tifoso che in quello di squadra o singolo giocatore. Lucio abitava a Santa Lucia e mi venne a prendere alla stazione con il suo vespino verso le 9 di mattina. Per la prima volta nella mia vita entravo in uno stadio. “Sei arrivato prima tu dei genoani” mi disse mentre cercavo di farmi posto nella parte posteriore del sellino. Il giocatore simbolo degli anni ’70 è Gianfranco Zigoni. Per sostenerla Lucio usava un pezzo di canna da pesca telescopica. Curva aperta si diceva in precedenza, aperta anche ai tifosi avversari quindi. E anzi alla gara di ritorno fecero in modo da segnare definitivamente le “relazioni diplomatiche”, aiutati dal rancore delle Brigate gialloblu. C'è la squadra in allenamento, gli ultrà fermani lanciano bombe carta. (E sia detto anche alle ragazze)" (Achille Campanile) Spettatori e/o tifosi di Nicola [...] gli scontri fra le Red-white panthers del Vicenza, di sinistra, e le Brigate Gialloblu di Verona, di destra), devastazioni fuori dagli stadi, azioni di guerriglia, attacchi alle ...Leggi Tutto !” Mi arrivarono due schiaffoni e un pesante calcio in culo ma la bandiera non la mollavo di certo. Imparai velocemente 3-4 cori e cominciai anch’io a cantare. Io ero davvero scosso, e se prima non avevo avuto paura, adesso mi stavo cagando addosso: mi ero sporcato i jeans, il giubbotto, mi faceva male una gamba e la scarica di adrenalina mi lasciava adesso tremante. Probabilmente, l’attrezzo bellico è stato lanciato proprio dalla curva sud e, solo per una fortunata coincidenza, la seconda “sicura” ha tenuto impedendo l’esplosione. I miei sensi erano sballottati continuamente tra quello che succedeva in campo e quello che succedeva intorno. È così e basta. E meno male che avevo la bandiera, perché i miei “colleghi” si potevano difendere solo con le mani. Un sentimento di patriottismo mi si insinuò dentro e, nel bene e nel male, da allora sono sempre stato onorato di essere veronese e la maglia gialloblu è il simbolo della mie radici. Solitamente, quando il resto delle tifoserie si era adeguato alla curva veronese, imitandola, le BG erano già oltre, pronte a proporre qualcosa di nuovo. Sempre nel 1973, il famoso 20 maggio, le BG si fanno un nuovo nemico. Prima di entrare mi affidò la bandiera sincerandosi che avrei fatto buona guardia: “Guai se qualche genoano tenta di fregartela: difendila a costo di sanguinare!”. Lucio!! Oggi la generazione delle Brigate Gialloblu sul viale del tramonto, ma i giovani hanno ereditato la reputazione di questo gruppo, uno dei piu' temuti, rispettati e imitati del panorama ultras italiano. L’egemonia culturale giovanile inglese aveva contagiato tutto il nostro paese, ma Verona ne fu colpita in modo particolare, e la “swinging London” divenne una delle mete più sognate dai giovani veronesi. Brigate Gialloblu: "Maggio 1999 l'inizio dei problemi" Commenti ridotti delle Brigate dopo gli scontri: "I tifosi di Ancona conoscono la verità!" Le BG, trascorsi venti anni intensissimi e frenetici, sono stati costretti a sciogliersi. I genoani li conobbi di lì a un minuto, forse meno. Cenni storici: Il movimento ultras a Modena inizia nel 1975, con la nascita delle Brigate Gialloblù, quando un manipolo di ragazzi si stacca dal club “I Fedelissimi”, a sua volta nato nel ’72. Mi stavo proprio divertendo e quando uscimmo fuori da un sottopasso della ferrovia e mi trovai davanti (ancora in lontananza ma in tutta la sua maestosità) il Bentegodi, fui avvolto da un brivido. Mantova”. Per una corretta visione si consiglia l'uso del browser Microsoft Internet Explorer versione 5 o successiva con Javascript, Popup e Cookies abilitati. Hellastory è ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 800x600 pixel. Nate in un epoca di grandi sconvolgimenti della società italiana, nei deprecabili anni di piombo, le Brigate Gialloblù con le loro canzoni e le loro bandiere sono riuscite ad aggregare al campanile, rappresentato dall'Hellas Verona, migliaia di giovani molti dei quali per spirito di gruppo e sotto le insegne gialloblù, hanno trovato le motivazioni e la forza per migliorarsi e trasgredire. Sull’onda del Verona di Garonzi, provinciale di lusso che si toglie spesso e volentieri lo sfizio di sgambettare le grandi, il Bentegodi diventa di fatto “il giocatore in più” e buona parte delle fortune dell’Hellas si consuma tra le mure amiche. Scaramucce prima di Bologna-Verona 1996/97, zona Bocciofila, prima della gara (tra F.U. La nascita delle "Brigate Gialloblu" avviene il 30 novembre 1971, presso il Bar Olimpia di Borgo Venezia. Intorno a me molti scuotevano la testa: come si faceva a recuperare un tale svantaggio? Forum Gialloblu: Muro: BG nel Mondo: Fori de Testa: Visti da Noi: Amici e Rivali: Wallpapers: Audio e Video: Area Links : Fermana-Ascoli: assalto al settore bianconero : Con il campionato 1978-’79 finisce l’era Garonzi e il Verona torna in B. Il primo torneo nella serie cadetta, preceduto da una campagna acquisti che non promette un campionato di vertice, vede il Bentegodi svuotarsi, curva compresa. Avevo 15 anni e frequentavo la seconda classe di un istituto tecnico a Verona ma vivevo in un piccolo paese della bassa. Il 1977 è l'anno nero per gli scontri con juventini, milanisti, bolognesi. In un Bentegodi pronto a festeggiare la scudetto della stella milanista, dove solo nella parte centrale della curva qualche stendardo gialloblu rompe il muro rossonero, Zigoni & C. umiliano il Milan. Sembra impossibile che all’epoca le tifoserie non fossero divise, ma era proprio così, anzi: il Bentegodi fu il primo stadio in Italia, fin dalla metà degli anni ’70, a disporre le tifoserie ospiti nella curva opposta, a meno che non ci fossero buoni rapporti con le BG. "Il sesto pubblico d'Italia. Ci avvicinammo al Bentegodi insieme al gruppetto che era intervenuto in nostro aiuto. Come la maggioranza degli altri gruppi di tifosi organizzati, nascono come apolitiche e i primi scontri di rilievo si hanno nel 1973 proprio con tifoserie apertamente schierate come quella bolognese. Nella partita contro la Juventus del marzo 1977, sulla pista di atletica dello stadio veronese viene rinvenuta addirittura una bomba a mano! Degli scontri con i bolognesi nel 1973 si è già detto. non lo so quanti biglietti hanno dato e quanti ne hanno venduti.. Di stampo prettamente campanilista (aggravata in seguito anche dalla matrice politica) è invece la rivalità con i vicentini. Pochi anni prima, nel 1987, dodici tifosi del Verona appartenenti alle Brigate gialloblu erano stati arrestati in seguito ai violenti scontri di Brescia-Verona e condannati per “associazione a delinquere”. Ma perché tutto ‘sto casino per la bandiera di Lucio? τικός Ποδοσφαιρικός Όμιλος Ελλήνων Λευκωσίας ..γιατί έτσι μεγαλώσαμε και έτσι συνεχίζουμε ..πιο … LE BRIGATE GIALLOBLU E LA CURVA SUD DAL 1982 AL 1991 - Seconda parte ... mentre si inasprisce il braccio di ferro tra la curva e la dirigenza gialloblu. Sempre nel 1973, il famoso 20 maggio, le BG si fanno un nuovo nemico. Prima ancora di salire le scale della curva sud fui investito da un urlo assordante: “Genoa, Genoa: vaffanculo!”. Ci accerchiarono in una ventina (noi eravamo in sei, nove se si contano Lucio e gli altri che erano dentro il bar) e in effetti la prima cosa che tentarono di fare fu proprio di impossessarsi della bandiera gridandoci “veronesi fascisti di merda”. Le canzoni prodotte dalla curva sono davvero tante, difficile farne un censimento completo, quel che è certo è che, mentre le altre tifoserie si cimentano con brevi slogan scopiazzati l’uno dall’altro, le BG si distinguono nel proporre vere e proprie canzoni, anche in dialetto, seguendo arie popolari.

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